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mercoledì 29 maggio 2013

Pizza Man

Salve gente!
Settimana scorsa con i miei ex colleghi sono andata per un pranzo veloce da Pizza Man in Via Baracca e quindi eccomi qui a parlarvene.

La location
La catena Pizza Man (qui il sito: http://www.pizzaman.it/ita/pizzerie.asp) prevede sei pizzerie sparse per Firenze di cui una in Via Baracca. La location è piuttosto spartana, tavoli in legno, tovagliette in carta e pareti che tendono al giallo, in un'atmosfera nel complesso molto tranquilla. Se non ricordo male, da questo punto di vista, Pizza Man in via del Sansovino è molto più particolare.

I piatti
Nelle due volte che ci sono capitata, entrambe all'ora di pranzo, ho sempre preso la pizza, dato che a Firenze è piuttosto rinomata. La scelta è limitata a 5 o 6 opzioni. Veramente poche se amate sperimentare. Per rimanere sul sicuro ho ordinato una Margherita che sul menù è proposta con del parmigiano grattugiato sopra (che io ho opportunamente declinato).
Margherita
Questa è quella che mi hanno portato la seconda volta. Al centro, come potete vedere, c'era una foglia di basilico accompagnata a qualche oliva (che ho volentieri ceduto ai miei ex colleghi). La mozzarella è di bufala, ma credo si possa anche chiedere fiordilatte. La pasta era ben cotta e salata al punto giusto. La parte centrale era sottile, mentre il crostone soffice e alto come nelle tradizionali pizze napoletane. La prima volta che sono stata qui da Pizza Man non ero rimasta molto convinta, perché la Margherita che mi avevano servito era un po' troppo acquosa e oleosa, ma ritornarci ha portato bene e la pizza che vedete a fianco alla fine non era niente male e il mio giudizio riguardo al locale è decisamente migliorato.

I prezzi
I prezzi delle pizze sono nella media: una Margherita viene a costare 6 euro.

Nel complesso mi sono trovata bene. Certo non è un posto molto chic, ma mi è parso di capire che è molto apprezzato in particolar modo dai lavoratori che ci vanno per consumare un pasto veloce a prezzi ragionevoli. La pizza è rinomata tra i Fiorentini, ma credo dipenda molto da quale dei sei Pizza Man riscuote più successo. Comunque non lo sconsiglio, magari una volta ci tornerò per provare anche qualche primo e per farlo provare a Ciccia che è più di bocca buona :)

Alla prossima,

P.

lunedì 29 aprile 2013

Girasol

Salve gente!!
Sabato io e Ciccia avevamo deciso di andare alla Mostra dell'Artigianato, ma, visto che pioveva abbiamo prima cenato in un ristorante nelle vicinanze della fortezza: il Girasol.

La location
Il Girasol (questo il sito web: http://www.girasol.it/) è una pizzeria ristorante (e cocktail pub) principalmente a base di carne argentina. Si trova in Via del Romito e si colloca su due piani. Subito all'entrata c'è un bancone, mentre scendendo le scale si arriva nella sala per il ristorante: una stanza molto ampia con le pareti arancioni decorate con immagini di danze e balli. L'apparecchiatura è spartana con le solite tovagliette di carta. Noi non avevamo prenotato e all'orario che siamo arrivati (circa le 20:00) non c'era molta gente.

I piatti
Io e Ciccia, nonostante il piatto forte fosse la carne, abbiamo optato per la solita pizza, anche perché volevamo tenerci leggeri per la successiva Mostra dell'Artigianato. Così io ho ordinato il solito Calzone col prosciutto (che sul menù è accompagnato da una spolverata di parmigiano, ma che io ho espressamente chiesto senza) e il mio compare una Strasalsiccia (una pizza bianca con stracchino e salsiccia).
Strasalsiccia
Partiamo dalla pizza di Ciccia per una volta. Innanzitutto bisogna specificare che le pizze erano preparate con pasta Kamut e credo che questo abbia fatto decisamente la differenza. All'apparenza, infatti, Ciccia pensava di non riuscire a finirla per l'abbondanza degli ingredienti, ma alla fine la pasta ha alleggerito il tutto. La qualità degli ingredienti ha fatto il resto e il mio socio ha spazzolato il tutto in poco tempo.
Devo dire che anche io sono rimasta, veramente, piacevolmente colpita da questo impasto particolare.
Il calzone
A prima vista, infatti, come potete sicuramente ben notare dalla foto, il mio calzone non ispirava molta fiducia. Pareva esserci poco olio e la pasta sembrava fin troppo cotta e secca. Invece si è rivelato essere molto buono, soprattutto per l'impasto Kamut, morbido, leggero e davvero ottimo nel complesso. La mozzarella e il prosciutto cotto poi erano di qualità.
Non abbiamo preso nessun dolcino perché pensavamo di rifornirci alla via della cioccolata della Mostra dell'Artigianato, ma sul menù erano presenti e alcuni erano anche allettanti.

I prezzi
I prezzi sono medio alti. In due, con una bottiglia d'acqua, abbiamo speso 22 euro. Vi riporto lo scontrino:
Coperto x2 - 4 euro
Calzone prosciutto - 7,50 euro
Strasalsiccia - 8 euro
Acqua minerale - 2,50 euro

Dunque, abbiamo passato una buona serata e abbiamo scoperto un nuovo tipo di impasto che ci ha alquanto sorpreso positivamente. Magari lo riproveremo per i primi e la carne argentina.

Alla prossima,
PeC

venerdì 19 aprile 2013

Braumeister

Buongiorno bella gente!
Vi state godendo le prime giornate di sole? Io ultimamente ho un monte di tempo libero e, di conseguenza, un monte di tempo per andare in posti nuovi. Settimana scorsa, quindi, ho deciso di andare con le mie amiche al Braumeister.

La location
Il Braumeister è conosciuto perlopiù come pub ottimo per la sua birra artigianale. In realtà è anche pizzeria e ristorante che offre piatti tipici del Nord Europa (specialmente tedeschi). La mia amica, che di questo tipo di cucina va pazza, l'aveva proposto per sperimentare, purtroppo, però ha un'enorme lato negativo: pizzeria e ristorante non possono essere mescolati, dunque, o solo pizza, o solo stinchi di lupi mannari della Selva Nera. Calcolando che non eravamo del tutto sicure di cosa ci aspettasse al ristorante (soprattutto io non ne ero sicura, ammetto) abbiamo optato per la pizzeria.
Il locale, che si trova in via Madonna della Tosse (dietro Piazza della Libertà) riproduce l'atmosfera e l'ambientazione di un tipico pub tedesco, con tavoli in legno, soffitti bassi, pareti con mattoni a vista in alcuni punti: insomma tipico per le serate d'inverno, un po' meno per quelle estive dove il bisogno di stare all'aperto scalpita.

I piatti
Come vi ho anticipato, io e la mia amica abbiamo optato per la parte pizzeria e abbiamo ordinato una pizza ai wurstel per me e un tagliere della Malga per lei.

Pizza Wurstel
Partiamo dalla mia pizza che purtroppo devo dire che non era veramente nulla di che. Non che ci fosse qualcosa di particolare per far storcere il naso, ma sembrava veramente una pizza surgelata, scaldata e servita. Veramente "poca roba" per i prezzi che propongono. La presentazione, inoltre, già tagliata a spicchi, me l'ha fatta anche sembrare più grande e più indigesta, ma questo è ovviamente un fattore psicologico.

Passando, invece, al tagliere la qualità migliora. La mia amica l'ha scelto perché era una delle poche cose presenti nel menù della pizzeria che ricordasse un po' la cucina nordica.
Tagliere della Malga
Il tagliere comprendeva due schiacciatine calde, cetriolini, speck, taleggio e fettine di polenta ripiene con formaggio e salume (che nel menù erano chiamate "polpette"). Ovviamente se avete provato la vera cucina tipica non regge il confronto, ma la qualità era buona anche se non ottima.
Per concludere, avendoci raggiunto un'altra nostra amica, abbiamo preso anche due dolcini: un gelato (alla crema con una ciotolina di cioccolato sfuso da versare sopra) e un apfelstrudel per cercare di rimanere nell'ambito della cucina tipica.  Quest'ultimo ci è stato portato accompagnato da due palline di gelato; era un po' basso, ma comunque buono.
Apfelstrudel
Ultima nota per la birra. Non potrò darvi informazioni precisissime perché non avevo mai preso una birra in vita mia (lo so è clamoroso) quindi io l'ho trovata semplicemente amara. La mia amica però ha detto che la birra chiara piccola dal nome impronunciabile che abbiamo preso era buona :)

I prezzi
Veniamo al tasto dolente. I prezzi sono veramente esagerati a mio parere. Per una pizza wurstel ho speso 9 euro e una Margherita veniva 8. Il tagliere della mia amica è costato 10 euro e può anche andare bene, ma che i prezzi di una pizza, nemmeno troppo buona, vadano dagli otto ai dieci euro mi pare proprio un'esagerazione.

Nel complesso che dire? In attesa di provare lo stinco di lupo mannaro della Selva Nera, se mai ci capiterà l'occasione, continuate a considerare il Braumeister una semplice tappa per il post cena, dove prendere una birra e via e non sprecatevi troppo ad andarci a mangiare (quantomeno la pizza).

Alla prossima,

P.


domenica 24 marzo 2013

'O Munaciello

Sera gente!
Eccomi di nuovo qua per quello che è diventato quasi un appuntamento settimanale. Ieri sera io e Ciccia abbiamo cercato un ristorante che fosse in zona Santo Spirito perché dopo cena volevamo andare alla Specola che ieri ha proposto un'interessante iniziativa tenendo aperte le sue sale a gratis per una raccolta fondi in favore della Città della Scienza. Così siamo approdati in questo ristorante veramente d'effetto: 'O Munaciello.

La location
Per la location a questo giro posso proporvi una foto, ma devo dire che non renderebbe comunque l'idea. 'O Munaciello (questo il sito web: http://www.munaciello.com/) è un ristorante/pizzeria ambientato in un antico convento in Via Maffia. Trovare parcheggio è un po' complicato, come d'altronde lo è quasi dappertutto in centro e Oltrarno; noi abbiamo trovato un posto vicino piazza del Carmine e poi abbiamo camminato un poco. Dicevamo della location, beh, io sono rimasta francamente senza parole. C'ero già stata, ma non me lo ricordavo assolutamente così. Soffitti altissimi, arredamento ricercato con grossi grappoli di aglio e peperoncino appesi alle pareti e poi continui richiami alla cultura napoletana: dai film di Totò, alle maglie di Maradona, ecc.
la location
Insomma che dirvi? Da una parte sembra di essere entrati in casa di un simpatico napoletano, dall'altra hai uno spazio chiuso che però si apre grazie agli immensi spazi. Veramente suggestivo.

I cibi
In un ristorante napoletano non potevamo esimerci dall'ordinare la pizza. E se io ho ordinato il solito calzone, Ciccia, che regala sempre grandi gioie, ha ordinato una Sette Nani ovvero sulla carta una pizza con 7 ingredienti a scelta del pizzaiolo. Vi dico solo che la cameriera l'ha guardato come se avesse organizzato cinque pizze insieme :). I tempi di attesa sono stati medi (circa una ventina di minuti) ma le pizze meritavano. Partiamo dalla mia:
il calzone
come potete vedere dalla foto è un calzone decisamente diverso dai soliti, molto più schiacciato e non propriamente dalla forma a mezza luna. Una sorta di margheritina con ripieno, dato anche l'ampio uso di pomodoro che di solito nei calzoni non c'è. Veramente particolare e buono. La pasta era buona, leggermente poco salata e ai bordi manteneva un po' il sapore del lievito risultando quasi come una morbida schiacciata. Il prosciutto cotto all'interno molto buono e tagliato in pezzettini molto piccoli. La mozzarella era fiordilatte. L'ho mangiata veramente con piacere.
Ma passiamo ora al pezzo forte della nostra cena, ovvero la pizza di Ciccia:
Sette Nani
io non so voi, ma a me solo l'immagine fa tornare l'acquolina in bocca anche perché io adoro il colore nel cibo. Ma passiamo alle cose serie: gli ingredienti dovevano essere sette come vi ho già anticipato e invece, esclusi la pasta il pomodoro e la mozzarella di base, erano ben dieci: salsiccia, patate (che erano in uno spicchio della pizza che era stato lasciato bianco, ovvero senza pomodoro), prosciutto crudo, prosciutto cotto, funghi champignon, un pomodorino al centro accompagnato a una noce di mozzarella, rucola e friarielli (nuovamente accompagnati alla salsiccia). Gli ingredienti erano tutti buonissimi a detta di Ciccia e per la prima volta finito il piatto l'ho visto pieno e esausto. Non gli era rimasto nemmeno lo spazio per un mini dolcino. Il cornicione della pizza come potete vedere dalla foto era alto, come in qualsiasi pizza napoletana che si rispetti, ma Ciccia non può darmi giudizi più precisi sulla pasta perché il mix di sapori che la ricopriva gli ha impedito di concentrarsi su di essa.


I prezzi
Unica nota forse un po' negativa del posto sono i prezzi medio alti. Meritavano sicuramente anche gli antipasti, ma per le nostre finanze spendere altri dodici euro per un antipasto in due ci sembravano troppi. Sicuramente in un momento di maggiore prosperità ci torneremo.
Lo scontrino, comunque, a fine serata recitava:

Coperto x2: 4 euro
Lattine x2: 6 euro
Calzone classico: 8 euro
Sette Nani: 10 euro

Nel complesso noi abbiamo passato una bellissima serata e, salvo i prezzi, l'ambientazione e il cibo erano veramente spettacolari. Ci torneremo sicuramente, e se dovessi organizzare una cenetta in compagnia probabilmente ci porterei anche qualche amico.

Alla prossima,

PeC

domenica 10 marzo 2013

In Gattabuia

Salve gente!
No non ci hanno messo al fresco, tranquilli! Il Gattabuia è il locale, decisamente chic, in cui siamo stati ieri io e Ciccia!

La location
Stavolta ci siamo sdati e ci siamo inoltrati in centro. Il Gattabuia (questo il sito web: http://www.gattabuiafirenze.com/) è un ristorante pizzeria che si trova sul lungarno Cellini e che solo per questa vista merita un giudizio positivo.
Vista Firenze dal lungarno Cellini
Se questo non bastasse la location è veramente d'effetto: muratura a vista, divani in pelle, alcuni tavoli posizionati su un soppalco con travi a vista, insomma un effetto intimo, ma, come dicevo inizialmente, decisamente chiccoso. Il nostro posto, riservato stavolta, era proprio nella prima saletta sul soppalco. L'apparecchiatura è spartana, ma non sfigura.

I piatti
Il menù presenta antipasti, primi, secondi e pizze sia di terra che di mare. La scelta per primi, secondi e antipasti non è vastissima, ma pregevole. Vi basti pensare che Ciccia, ha a malincuore abbandonato l'idea di prendere come antipasto pere cotte nella birra con gorgonzola piccante e speck. Alla fine, anche per potervi dare consigli più nazional popolari, ci siamo buttati sulle pizze; io ho fatto la scelta semplice e sul sicuro col mio ormai amatissimo calzone, mentre Ciccia è andato sul particolare con una pizza bianca con pere, gorgonzola e noci (ve lo avevo detto che l'antipasto lo ispirava).
I piatti sono arrivati in tempi ragionevoli.
Il calzone
 Il mio calzone era accompagnato da dell'insalata che non ho ben capito cosa stesse a significare, forse per fare colore :). La pasta era ottima al centro, un po' troppo cotta e secca in alcuni punti, soprattutto verso l'esterno. Il cameriere mi aveva giustamente proposto un po' d'olio, ma essendo sovrappensiero ho risposto di no. La farcitura era giusta, né abbondante, ma nemmeno scarna. Il prosciutto e la mozzarella erano buoni, però mi aspettavo decisamente di meglio. C'è da dire che la portata era veramente abbondante, quindi ottima per gli appetiti difficili da soddisfare.
Passando alla pizza di Ciccia:
Pere, gorgonzola e noci
come al solito, il mio compare è andato sul particolare scegliendo questa pizza che ha innalzato immediatamente il Gattabuia a suo ristorante preferito. La pizza è bianca, la pasta era buona, ben cotta e salata al punto giusto, né troppo fine, né troppo "alla napoletana". L'accostamento pere, gorgonzola, noci non è certo una loro invenzione, ma adattarlo su una pizza è decisamente intraprendente e originale, almeno per quanto mi riguarda. Gli ingredienti erano tutti di qualità e invece di mangiare a gran velocità come spesso succede, Ciccia se l'è gustata morso dopo morso.
Alla fine, giusto per non farsi mancare nulla, si è riservato anche un po' di spazio per il dolce: un cheesecake con formaggio fresco, scenografico quanto il locale:
Cheesecake


I prezzi
I prezzi sono medio alti come è immaginabile per un ristorante sui lungarni. Noi in due con due pizze e un dolce (da bere lattine) abbiamo speso trenta euro tondi tondi.

Nel complesso il locale è veramente molto bello e interessante, i prezzi non sono proprio popolari, ma anche il cibo, che poi è la cosa importante, per quello che abbiamo provato non demerita. La scelta delle pizze è veramente molto ampia e soddisfa sia i palati più sofisticati e arditi come quello di Ciccia, sia quelli più abitudinari e limitati come il mio, mentre per i primi dovremo tornarci. Insomma, di sicuro è da provare, e poi se è il locale preferito di Ciccia in tutta Firenze potete fidarvi :)

Un bacio,

PeC


domenica 3 marzo 2013

A foho!

Sera gente!
Anche questo sabato io e Ciccia siamo andati alla scoperta dei locali della Firenze periferica e siamo capitati in Viale Corsica in un piccolo ristorante pizzeria dal nome decisamente toscano A foho! (questo il sito web: http://www.pizzeriaafoho.it/).
Dopo circa un quarto d'ora di attesa ci siamo potuti accomodare.

La location
Il locale è abbastanza piccolo e i proprietari, dati i pochi posti coperti e l'economicità del menù, cercano di riempire la sala più volte in una sera. Non siamo stati gli unici, infatti, a capitarci senza aver prenotato e a trovare posto nel giro di non troppo tempo. Le pareti sono gialle e l'apparecchiatura spartana con tovagliette di carta e tavoli e sedie colorate in legno. Il ristorante è un po' spoglio per dire la verità, ma i ragazzi che ci lavorano mi sono sembrati disponibili e alla mano, e questo vale sicuramente più di una location ad effetto.

I piatti
Il menù non è molto ampio e si può scegliere tra un numero limitato di antipasti, primi, secondi e pizze. Noi, avendo abbastanza fame, abbiamo optato per l'opzione antipasto più pizze, ordinando dei coccoli con prosciutto e stracchino e il solito calzone per me, e una pizza gorgonzola per Ciccia.
Coccoli con prosciutto crudo e stracchino
Il servizio è stato decisamente veloce e i coccoli sono arrivati a tempi record. La portata era abbondante, ottima per due persone; il prosciutto crudo dolce e dal sapore deciso, ma buono, lo stracchino nella media. Io, che personalmente non ho ancora ben capito se apprezzo i coccoli o meno, li ho mangiati con piacere, sebbene fossi prevenuta, gustandomi in particolare l'affettato.
Una volta finito l'antipasto, sono arrivate puntualmente le pizze.
Il mio calzone era leggermente asciutto, ma anche in questo caso (come all'Aloisius) l'olio extra vergine d'oliva presente sul tavolo è venuto in mio aiuto. La pasta era buona, ben cotta e salata al punto giusto.
Il calzone
Di negativo, purtroppo, c'è da dire che il prosciutto cotto nella farcitura era veramente poco, e la mia fame, che non era stata saziata dai coccoli, ne ha un po' risentito. Nel complesso, comunque, il piatto non demeritava.
La pizza gorgonzola
Passiamo, invece, alla pizza di Ciccia. Il mio compare, come avrete capito, adora i formaggi e predilige le pizze bianche. Stavolta, non essendoci ampia scelta, si è gettato su una pizza al gorgonzola. La pasta è stata promossa anche da Ciccia, che l'ha trovata né troppo alta né troppo bassa, ma la giusta via di mezzo. Il gorgonzola ben si amalgamava con la mozzarella e il pomodoro e pur non essendo niente di speciale, regalava particolarità a quella che altrimenti sarebbe stata una banale Margherita. Ciccia, stavolta, non ha voluto esprimersi con un solo vocabolo (a quanto pare lo riserva solo per le vere prelibatezze), ma i suoi giudizi sono stati più che positivi.

I prezzi
I prezzi sono il vero pezzo forte di questo piccolo localino. Se per gli antipasti, i primi e i secondi i prezzi sono medio bassi, per ciò che concerne le pizze siamo in presenza di prezzi veramente stracciati. Vi riporto il nostro scontrino perché è veramente clamoroso:

Coperto x2 - 3 euro
Lattine x2 - 4 euro
Calzone - 4 euro
Pizza Gorgonzola - 4 euro
Antipasto - 6 euro

Per un totale di 21 al quale hanno addirittura applicato lo sconto di un euro.

Insomma, che dire, io e Ciccia siamo rimasti veramente colpiti dalla generosità dei gestori del locale, e ci sentiamo di consigliarvi questo locale anche solo per questo motivo. Talvolta ti presenti ad un ristorante non avendo avuto la premura di prenotare e vieni senza tante premure rimandato a casa (e ci è capitato), mentre alla pizzeria A foho! hanno fatto accomodare noi e un'altra coppia di ragazzi a tempi record, senza essere scortesi con chi era già a tavola, e offrendoci poi un servizio celere, dei piatti buoni e un prezzo da favola.

Alla prossima!
PeC


domenica 24 febbraio 2013

Il Pipistrello

Sera gente!
Come ogni settimana che si rispetti anche questo sabato io e Ciccia siamo andati a cena fuori, sfidando la neve, la pioggia e il gelo. Stavolta ci siamo spinti fino a via Senese per andare in un ristorante che io personalmente adoro: Il pipistrello.

La location
Il ristorante pizzeria Il pipistrello (questo il sito: http://www.pizzeriapipistrello.com/) si trova in via Senese e il parcheggio è un po' complicato da trovare (c'è un benzinaio sulla sinistra venendo da Porta Romana), ma ingegnatevi perché il locale vale veramente la pena. L'entrata è piccolina, ma all'interno ci sono, oltre all'ingresso, altre 4 sale più l'esterno al piano superiore. Le pareti sono gialle e sul soffitto c'è anche qualche trave a vista; il forno a legna è subito all'entrata, anche perché è disponibile anche l'asporto; l'apparecchiatura è spartana. Non è la prima volta che ci andiamo (a dirla tutta ci andiamo spesso) e di solito non prenotiamo, ieri, invece, fortunatamente abbiamo deciso di telefonare perché era veramente pienissimo, con una clientela molto variegata, ma perlopiù giovanile.

I piatti
Dopo un poco di attesa per accomodarci al tavolo e un'altra poca per l'arrivo delle nostre ordinazioni, abbiamo cenato. Sul versante piatti, tuttavia, dovrò farvi un distinguo tra quello che ho preso ieri e ciò che prendo di solito. Il menù è variegato e presenta antipasti, primi e secondi sia di carne che di pesce più le pizze; inoltre, su delle mega lavagnette presenti in ogni sala, sono indicati i piatti del giorno (solitamente un primo di pesce, uno di terra, una o due pizze e un dolcino). Ciccia ha ordinato una specialità di giornata ovvero una pizza bianca con formaggi freschi e pepatello con cuoricino di burrata, mentre io delle pennette al Pipistrello.
Pizza bianca
Per quanto riguarda il proprio piatto, Ciccia, che ha una spiccata preferenza per le pizze "bianche", mi ha chiesto esplicitamente di usare l'aggettivo "sublime". La pasta era ben cotta e salata al punto giusto; il pepatello, che è un tipico prosciutto toscano, era particolarmente pepato (come sottolinea il nome), ma delizioso e dal sapore deciso. Il cuoricino di burrata fresco e squisito e, nel complesso, anche io, che non vado pazza per i formaggi, ho dovuto apprezzare il sapore di questa pizza, veramente ottima, che Ciccia ha insistito per farmi assaggiare.

Pennette pipistrello
Passando al mio primo, che ha un po' tardato ad arrivare, le pennette Pipistrello sono delle pennette con un sugo di panna e pomodoro con funghi, piselli e prosciutto cotto. Il piatto mi ispirava parecchio e più di una volta avevo pensato di prenderlo, non trovando mai il coraggio di rinunciare al mio calzone. Le penne erano al dente e gli ingredienti tutti di prima qualità: i sapori si amalgamavano benissimo l'un con l'altro e solo i funghi risaltavano leggermente rispetto al resto. Nel complesso è un piatto che ho mangiato con piacere non trovando nessun elemento che mi potesse disturbare, ma mi aspettavo decisamente di meglio. Ciccia, che ha, a sua volta, assaggiato un po' della mia pasta, le ha particolarmente apprezzate, trovando il sugo particolare e interessante.

Detto questo devo specificare che se ritengo Il pipistrello uno dei miei ristoranti preferiti in tutta Firenze è per via del loro calzone, che è veramente buonissimo e che vi consiglio caldamente.

La pasta della pizza è talmente buona che spesso tra i dolci del giorno propongono dei "fagottini" speciali alla nutella fatti appunto con lo stesso impasto usato per le pizze. Ieri sulla lavagnetta, ad esempio, campeggiava un "fagottino alla nutella con yogurt alla stracciatella" che io e Ciccia abbiamo adocchiato non appena entrati. Così, una volta finiti i piatti, lo abbiamo ordinato chiedendo però che fosse senza lo yogurt (io non ne vado pazza e Ciccia mi ha dato carta bianca). L'immagine che vi riportiamo esprime tutto quello che a parole non posso spiegare. Se poi capitate nella serata in cui c'è il "fagottino ai 4 cioccolati" benedite la vostra buona stella.
Fagottino alla nutella

I prezzi
Stavolta ho tenuto ben sistemato nella borsa lo scontrino e, eureka, ecco qui il resoconto in vil denaro della nostra cenetta:

Coperto x2 - 3 euro
Lattine x2 - 5 euro
Pennette - 7euro
Pizza - 10 euro
Dolce - 5euro

Per un totale di 30 euro in due. Non fatevi trarre in inganno dalla pizza di Ciccia, i prezzi sono medi e non alti come potrebbe sembrare.

Venendo al dunque Il pipistrello rimane una tappa fissa per noi, e speriamo possa esserlo anche per voi. Merita per la qualità dei suoi piatti innanzitutto, per le sue pizze, per la simpatia del suo proprietario e per l'ambiente ospitale e familiare che potrete trovare.

Detto questo, vi salutiamo!
Alla prossima!

PeC 

mercoledì 20 febbraio 2013

Il clarinetto

Hola!
L'altro giorno vi ho praticamente descritto il nostro sfizioso pomeriggio di sabato alla fiera del cioccolato (qui il post); oggi vi racconterò del ristorante dove siamo stati a cenare. Dunque, da una parte eravamo in centro, dall'altra l'idea di rintanarci in macchina per avere un po' di tregua dall'aria fredda ci stuzzicava parecchio, così, anche dato l'orario (le 19:15) abbiamo optato per la via di mezzo raggiungendo by car il vicino Viale Spartaco Lavagnini. La tentazione di tornare al L'è maiala ci è venuta, ma alla fine abbiamo optato per il sempreverde Il clarinetto.

La location
Il locale ha un'entrata piccolina e, complici delle tendine sulla vetrata della porta, spesso sembra chiuso. In realtà l'interno è spazioso e dispone di due ampie sale con un televisore in ciascuna di esse (non è la prima volta che troviamo qualche tifoso che chiede esplicitamente il tavolo davanti allo schermo per gustarsi, oltre al cibo, l'anticipo del sabato sera). L'apparecchiatura è spartana, ma spaziosa. Data l'ampia disponibilità di posti è probabile che riescano a trovarvi un posticino anche se non avete prenotato (io e Ciccia ad esempio non prenotiamo quasi mai, decidendo quasi sempre all'ultimo dove andare).

I piatti
Il menù offre antipasti, primi e secondi sia di carne che di pesce, più ovviamente le pizze.Nel nostro caso abbiamo preso per Ciccia un calzone farcito, mentre per me una carbonara di mare.

la carbonara di mare
Mentre aspettavamo che ci servissero ci hanno portato un po' di focaccia all'olio, veramente molto buona, che mi sono ricordata solo dopo averne mangiata un bel po' di fotografare. Il servizio ad ogni modo non è stato lento e sia i camerieri che i titolari sono molto disponibili e alla mano, anzi, qualche volta ci è capitato ci offrissero gratis un po' di limoncello a fine cena. Passando ai piatti veri e propri la qualità è buona per entrambi. La mia carbonara di mare era delicata e leggera, i sapori della carbonara e dei frutti di mare si accostano bene e non si "pestano i piedi" a vicenda. Personalmente non era la prima volta che la prendevo, e devo dire che le prime volte al posto degli spaghetti venivano usate delle fettuccine: il piatto perdeva in quantità (ma per me non sono un problema le porzioni un po' più piccole), ma a mio parere acquistava in sapore; magari la prossima volta sento se è possibile averle in quest'altro modo! Gnam!
il calzone farcito
Per quanto riguarda il calzone di Ciccia, devo dire che il solo colpo d'occhio era da far venire l'acquolina in bocca. Io poi, che sono un'amante del genere, me lo sono mangiato con gli occhi. Come potete ben vedere dalla foto in questo caso il pomodoro non è puramente decorativo, decisamente no. Io, personalmente preferisco così, mentre Ciccia che predilige le pizze bianche, ne avrebbe fatto anche a meno. La farcitura consisteva in: prosciutto cotto, funghi, olive, wurstel e carciofi, ed era veramente stracolmo. La pasta era salata e ben cotta, gli ingredienti genuini, nessun giudizio negativo da appuntare, per fortuna!


I prezzi
I prezzi sono nella media e in due abbiamo speso circa 25 euro (perdonatemi, ma lo scontrino deve essersi perso nei meandri della mia borsa).

Nel complesso vi consigliamo questo ristorante. Per noi è una tappa quasi fissa dopo aver provato vari locali nuovi e ci troviamo sempre bene, anche per merito dei gestori. Come vi ho anticipato all'inizio, inoltre, dovete assolutamente provarlo durante le partite, vi potrete godere uno spettacolo nello spettacolo osservando i tifosi in trans agonistica.

Alla prossima!
PeC



domenica 10 febbraio 2013

Aloisius

Giorno gente!
Vi chiederete quante volte vado a mangiare fuori? Eh in questo periodo non c'è male! Ieri, però, io e Ciccia ci siamo concessi un salutare McDonald per smaltire la partita (stendiamo un velo pietoso), quindi oggi vi parlerò del ristorante dove sono andata mercoledì per festeggiare il compleanno d'i mi babbo! ;) Dunque con tutta la famiglia (Ciccia purtroppo non era dei nostri) siamo stati in questo locale l'Aloisius a mangiare una pizza! Cercherò di essere breve che, a quanto pare, non ho il dono della sintesi.
Ps: per questa volta, purtroppo, dovrete confidare totalmente nella mia descrizione, poiché oltre a non esserci Ciccia non ho nemmeno delle foto (mea culpa).

La location
Il ristorante (questo il sito web: http://www.ristorantealoisius.com/) si trova in Via Pistoiese, al bivio con Via Baracca. Ampio spazio all'aperto e ampio spazio al coperto, il locale si presenta carino e accogliente. Il forno a legna è ben visibile e, passato il banco bar all'ingresso e una simpatica vespina d'epoca, si snodano due sale con numerosi coperti. L'apparecchiatura è spartana come, del resto, abbiamo trovato finora in quasi tutti i ristoranti provati (sarà la crisi).

I piatti
Come vi ho anticipato, per festeggiare i 51 anni di mio babbo, abbiamo preso tutti delle pizze: un calzone per me (ormai avrete capito che ne vado pazza), una salsiccia, una margherita con rucola e una prosciutto e funghi, più un piattino di patatine fritte. Il servizio è stato veloce e le pizze non hanno demeritato (soprattutto dopo aver provato di molto peggio). Il mio calzone era un po' asciutto, ma il cameriere aveva prontamente portato (come si dovrebbe essere soliti fare) dell'olio in tavola, che ho potuto versare in giusta misura sulla mia pizza. La pasta era buona, cotta e salata al punto giusto, il pomodoro non era abbondante e non toglieva e non aggiungeva molto alla pizza di per sé (come spesso accade nei calzoni sembra messo più per decorazione, tuttavia preferisco ci sia, piuttosto che sia del tutto assente). Il ripieno era di qualità, il prosciutto cotto e la mozzarella si amalgamavano bene mantenendo, però, i loro sapori. In sostanza: l'ho mangiato di gusto :P.
Per quanto riguarda le altre pizze a giudicare dal modo in cui le hanno finite, posso a grandi linee assicurare sulla loro bontà. Mia sorella, in particolare, che ha mangiato la pizza alla salsiccia con "fognesca" aggiunta di patatine fritte, ci tiene a specificare che non era male, ma che le patatine erano poco salate.
Dopo non abbiamo preso nessun dolce, ma solo due caffè per i quali abbiamo dovuto attendere un po' più del dovuto, ma niente di eccessivo.

I prezzi
Come per il Mi Amor non riporto lo scontrino; i prezzi sono nella media, più tendenti al medio-basso, che al medio-alto. Con pizze, 2 lattine, una birra media e una bottiglia d'acqua, un piatto di patatine e 2 caffè abbiamo speso nel complesso meno di 10 euro a testa, e il coperto non ci è stato conteggiato.

In sintesi non ci siamo trovati male, abbiamo mangiato bene e abbiamo passato una serata tranquilla. Dovrei tornarci per provare qualche primo (disponibili sia di terra che di mare), magari con Ciccia, per darvi un parere più completo, ma ad una prima prova l'Aloisius ha superato il test.

Alla prossima!

P.


domenica 3 febbraio 2013

Mi amor

Ciao a tutti bella gente!
Oggi articolo breve per la mia prima bocciatura di un ristorante (non condivisa da Ciccia). Ieri siamo stati in compagnia di altra gente al ristorante pizzeria Mi Amor in Via Francesco Baracca (questo il sito web http://www.ristorantemiamor.com) e purtroppo, personalmente, non posso consigliarvi questo locale. Ma partiamo dal principio.

La location
Il ristorante è facile da raggiungere e per parcheggiare si può o cercare un posticino lungo via Baracca, o usufruire del distributore di benzina adiacente. Il locale è carino e raccolto con due ampie sale, una interna e una in una specie di veranda esterna (chiusa e mantenuta a una temperatura dignitosa durante l'inverno, anche se la spugna a coprire gli spifferi che sembrava molto la pasta per i coccoli era un attimino antiestetica). Le pareti sono colorate e l'apparecchiatura spartana. Una nota sul servizio: la cameriera sembrava voler essere totalmente altrove e risultava un po' scorbutica e pressante.

I piatti
Calzone al prosciutto
Prosciutto e funghi
La nostra cena (limitandoci a me e Ciccia e non prendendo in considerazione tutta la nostra compagnia) è consistita in antipasti (toscano e coccoli) e pizze (calzone con prosciutto per me, prosciutto e funghi per Ciccia). Purtroppo per quanto riguarda gli antipasti non ho avuto la prontezza di riflessi nel fotografarli e dovrete fidarvi della mia recensione: l'antipasto toscano era composto di 2 crostini toscani (buoni, ma il paté di fegato un po' troppo abbondante) e affettati (salame e finocchiona che non ho assaggiato); mentre i coccoli (due, abbastanza buoni) erano serviti con prosciutto crudo (della stessa qualità del salame a detta di Ciccia) e invece del comune stracchino un formaggio strano che nessuno, a tavola, è riuscito ad identificare ("Secondo te è mascarpone?" "Ma no, sarà philadelphia"). Purtroppo però a parer mio la cosa più negativa sono state le pizze. Nel mio calzone, che non sono nemmeno riuscita a finire, la pasta aveva la consistenza del pane carasau sardo e quando addentavi si spaccava in grossi pezzi che si conficcavano nel palato. Il ripieno di prosciutto cotto e mozzarella accettabile, ma immangiabile senza l'aggiunta della pasta. Totale mancanza di olio e pomodoro. Insomma no, ma proprio no! Ciccia, invece, ha espresso un parere positivo sulla sua prosciutto e funghi dicendo che la pasta era cotta al punto giusto, il prosciutto cotto abbondante e genuino, i funghi, sebbene sparissero un po' nel complesso della pizza dal gusto buono. Come potete vedere, quindi, per una volta Pappa e Ciccia non sono in accordo (non che ciò avvenga raramente, viva la varietà).

I prezzi
Stavolta non possiamo riportarvi lo scontrino essendo un gruppo di una decina di persone, tuttavia i prezzi sono nella media, con una spesa di 15 euro a persona circa per antipasto, pizza e acqua.

Nel complesso io non mi sento di consigliarvi questo locale, anche se andrebbero provati i primi, mentre per Ciccia il ristorante nel complesso non demerita per il cibo in sé. A voi la scelta, dunque! E fateci sapere come è andata!!

PeC

domenica 20 gennaio 2013

Al vecchio carlino

Sera gente!
Ieri io e Ciccia siamo stati a cena fuori dopo aver visto al cinema il nuovo film di Tarantino Django, unchained sul quale vorrei spendere due paroline veloci: veramente molto bello, lo consigliamo a tutti, sia a quelli cui piacciono le sparatorie alla Quentin Tarantino o il genere spaghetti western, sia a quelli che vogliono vedere qualche ottima interpretazione da parte dei tre protagonisti Jamie Foxx, Christoph Waltz e Leonardo Di Caprio, sia a quelle che vogliono vedere Di Caprio e basta (che a mio parere ha acquistato il triplo del fascino con la maturità del post Titanic).

Venendo a noi, verso le 21:30 siamo finiti in zona Porta al Prato, in viale Fratelli Rosselli al ristorante/pizzeria Al vecchio carlino (questo il sito web http://www.vecchiocarlino.com).

La location
Il ristorante si trova praticamente di fronte alla porta, e il parcheggio non è difficile da trovare specialmente vicino alla ex stazione Leopolda. Dopo due minuti di attesa ci hanno fatto accomodare in una stanzina adiacente alla stanza centrale (il locale dispone anche di uno spazio all'aperto per l'estate). Le pareti sono gialle e, per la prima volta, posso dare un responso anche sul bagno (venivo da quasi 3 ore di film): pulito, ma piccolino e soprattutto con temperature prossime allo zero (una finestra che dava sull'esterno era stata clamorosamente tenuta aperta). I tavoli sono in legno e spaziosi, l'apparecchiatura spartana come quella dell'Acasamia (tovagliette di carta). Il locale dispone di copertura wifi con password inserita all'interno del menù ed ha anche un contatto skype oltre ai comuni numeri di telefono fisso e mobile, finalmente una nota piacevolmente tecnologica.

I piatti
Il menù presenta antipasti, primi e secondi di terra e di pesce con delle piccole foto a lato. Segnaliamo che è presente un'ampia scelta di birre. Le pizze, sulle quali è ricaduta la nostra scelta, hanno una simpatica particolarità: il loro nome rimanda a calciatori e personaggi vecchi e attuali (di questa stagione nessuno, ad onor del vero) della Fiorentina. Si va da Prandelli, al Tanque Silva (che, se qualcuno si intende un po' di calcio, concorderà con noi nel dire che a Firenze giusto la pizza, di buono, ha fatto), passando per Pazzini e Gamberini. In realtà non tutte le pizze hanno nomi calcistici, la mia per esempio era una "banalissima" baguette con prosciutto cotto e funghi e salame toscano; Ciccia invece si è lanciato sul suo unico amore Pazzini che a quanto pare, oltre a riscontrare i suoi gusti calcistici, riscontra anche quelli culinari con gorgonzola, salsiccia, prosciutto cotto e origano. Il servizio non è stato veloce come nelle ultime occasioni, ma dato che ormai eravamo rassegnati a mangiare tardi non ci abbiamo fatto più di tanto caso.
Baguette con prosciutto cotto, funghi e salame toscano

Pizza Pazzini
Ci scusiamo per le foto, ma le pareti gialle hanno un po' peggiorato la resa dei colori. Comunque, la mia baguette come potete vedere aveva delle fette di salame toscano all'esterno e un ripieno di mozzarella, prosciutto cotto e funghi. La pasta era un po' fine e quasi impercepibile accostata al ripieno. Agli estremi essendo arrotolata risultava poco cotta e sapeva un po' di lievito, a noi personalmente (l'ha assaggiata anche Ciccia) non infastidiva, ma era doveroso farlo presente. Negli altri punti, viceversa risultava ben cotta. Passando agli ingredienti, ho avuto l'impressione che la mozzarella non fosse fiordilatte ma di bufala anche se non era specificato sul menù. Ad ogni modo aveva un sapore molto forte che, accostato a quello dei funghi (champignon molto buoni), copriva totalmente quello del prosciutto cotto. Il salame toscano, infine, era buono. Sul lato una noce di stracchino che però non ho mangiato.

Passando alla pizza di Ciccia, la pasta era molto fine, gli ingredienti genuini e ben amalgamati. Nel complesso Ciccia ha apprezzato più questa di pizza rispetto a quella del locale Acasamia. In particolare il gorgonzola (di cui Ciccia è un vero amatore) era veramente di qualità.

Torta pere e mele
Dopo le pizze abbiamo deciso di prendere un dolcino tra i pochi rimasti: una fetta di torta di mele e pere. Il dessert è arrivato dopo circa 20 minuti e dopo un piccolo fraintendimento (avevamo chiesto un dolce che non ci è mai arrivato) e Ciccia ha deciso di usare una sola parola per descriverlo: "sfizioso" a voi la possibilità di confermare la sua impressione!

I prezzi
Per ciò che riguarda i prezzi possiamo definirli nella media per i primi (sui 12 euro quelli di mare, sugli 8/10 quelli di terra), le pizze invece partivano dai 7 euro. Il nostro scontrino a fine cena recitava:
Baguette 8.10 euro
Pazzini 8.10 euro
Lattine x2 4.60 euro
Torta 4.50 euro
Servizio (11% del subtotale) 3.03 euro

per un totale di 28.33 euro.

In sintesi per quanto riguarda le pizze io e Ciccia promuoviamo il Vecchio Carlino, sperando che a breve si possa optare anche per una pizza Borja Valero, dato che la scelta di Ciccia ha portato fortuna regalando una doppietta all'attaccante attualmente del Milan!

Alla prossima!
PeC


sabato 19 gennaio 2013

Interno27

Ciao a tutti!!
Ieri ho passato una seratina tranquilla a cena fuori con due amiche! Siamo state in questo ristorante, l'Interno 27, un po' fuori dal centro in zona Peretola, in via Primo Settembre (davanti al Tenax per i più mondani, vicino all'Ikea per i mobilio addicted e per gli svedesi). Questo il sito web http://www.pizzeriainterno27.it. Io e Ciccia ci eravamo già stati e non ci eravamo trovati male, quindi ho deciso di bissare.

La location
La zona è facile da raggiungere e comoda per il parcheggio, come spesso succede per i locali fuori dal centro. Pur essendo un venerdì sera non c'era molta confusione, e il locale era semivuoto. Abbiamo scelto un tavolino appartato nell'ampia sala unica che presenta il ristorante (con forno a legna ben visibile). Tempo dieci minuti e nel tavolo vicino al nostro si è seduto un folto gruppo di ragazzi per quella che sembrava una cena aziendale o una cena di una squadra di calcio; l' "appartato" è andato a farsi benedire, ma le chiacchiere su calcio, Fiorentina, Juventus, fantacalcio ecc sono state un piacevole sottofondo ai nostri frivoli discorsi tra donne. L'apparecchiatura, infine, era informale con tovaglia e tovagliolini di carta.

I piatti
Il menù presenta antipasti, primi e secondi di terra e di mare più, naturalmente, le pizze. Noi abbiamo preso: delle tagliatelle mari e monti (con cozze, vongole e funghi), un calzone prosciutto e funghi, e una pizza con la salsiccia. Il servizio è stato anche stavolta molto veloce.

tagliatelle mari e monti
Le tagliatelle mari e monti erano, come specificato sopra, con vongole, cozze e funghi, con qualche pomodorino. I funghi erano decisamente buoni, un po' meno le cozze e le vongole, che però conferivano un piacevole sapore e profumo di mare al piatto. I pomodorini erano freschi e genuini. La pasta ben cotta, anche se a me piace più al dente.

Calzone prosciutto e funghi
Passando alle pizze devo fare una piccola critica: troppo oleose e acquose entrambe. Nel calzone il prosciutto cotto era molto buono e fine e i funghi champignon apprezzabili. La pasta leggermente sciocca e un po' bruciacchiata come potete vedere dalla foto.

Pizza con salsiccia
La pizza con la salsiccia, personalmente non l'ho assaggiata, ma la mia amica, purtroppo, non ne è rimasta molto soddisfatta. La salsiccia era a tratti poco cotta così come la mozzarella. Niente da dire sul pomodoro che risultava saporito.  

Non abbiamo preso altro perché eravamo abbastanza piene.
Le cameriere sono state veramente carine e si sono addirittura scusate per la confusione che da metà cena in poi si era venuta a creare intorno al nostro tavolo.

I prezzi
Anche stavolta sono stata piuttosto fortunata e ho trovato dei prezzi veramente abbordabili (tra l'altro presenti anche sul sito, con un piacevole senso della trasparenza). Lo scontrino a fine cena riportava:

Tagliolini mari e monti 10,50 €
Calzone prosciutto e funghi 6,50 €
Salsiccia 6,00
Acqua 1,50 €
Lattine x2 5,00 €

per un totale di 28 euro, senza contare i tre cioccolatini che ci sono stati gentilmente offerti. Il coperto non ci è stato conteggiato, non so se per distrazione, io stessa me ne sono resa conto ora che riguardavo lo scontrino.

Nel complesso, anche se i piatti serviti ieri avevano qualche pecca, non mi sento di bocciare questo locale, sia perché i prezzi non sono pretenziosi e nel rapporto qualità prezzo non si perde niente, sia perché la prima volta che c'ero stata con Ciccia, le pizze che avevamo preso non avevano demeritato assolutamente.
Alla prossima,

P.