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domenica 3 marzo 2013

A foho!

Sera gente!
Anche questo sabato io e Ciccia siamo andati alla scoperta dei locali della Firenze periferica e siamo capitati in Viale Corsica in un piccolo ristorante pizzeria dal nome decisamente toscano A foho! (questo il sito web: http://www.pizzeriaafoho.it/).
Dopo circa un quarto d'ora di attesa ci siamo potuti accomodare.

La location
Il locale è abbastanza piccolo e i proprietari, dati i pochi posti coperti e l'economicità del menù, cercano di riempire la sala più volte in una sera. Non siamo stati gli unici, infatti, a capitarci senza aver prenotato e a trovare posto nel giro di non troppo tempo. Le pareti sono gialle e l'apparecchiatura spartana con tovagliette di carta e tavoli e sedie colorate in legno. Il ristorante è un po' spoglio per dire la verità, ma i ragazzi che ci lavorano mi sono sembrati disponibili e alla mano, e questo vale sicuramente più di una location ad effetto.

I piatti
Il menù non è molto ampio e si può scegliere tra un numero limitato di antipasti, primi, secondi e pizze. Noi, avendo abbastanza fame, abbiamo optato per l'opzione antipasto più pizze, ordinando dei coccoli con prosciutto e stracchino e il solito calzone per me, e una pizza gorgonzola per Ciccia.
Coccoli con prosciutto crudo e stracchino
Il servizio è stato decisamente veloce e i coccoli sono arrivati a tempi record. La portata era abbondante, ottima per due persone; il prosciutto crudo dolce e dal sapore deciso, ma buono, lo stracchino nella media. Io, che personalmente non ho ancora ben capito se apprezzo i coccoli o meno, li ho mangiati con piacere, sebbene fossi prevenuta, gustandomi in particolare l'affettato.
Una volta finito l'antipasto, sono arrivate puntualmente le pizze.
Il mio calzone era leggermente asciutto, ma anche in questo caso (come all'Aloisius) l'olio extra vergine d'oliva presente sul tavolo è venuto in mio aiuto. La pasta era buona, ben cotta e salata al punto giusto.
Il calzone
Di negativo, purtroppo, c'è da dire che il prosciutto cotto nella farcitura era veramente poco, e la mia fame, che non era stata saziata dai coccoli, ne ha un po' risentito. Nel complesso, comunque, il piatto non demeritava.
La pizza gorgonzola
Passiamo, invece, alla pizza di Ciccia. Il mio compare, come avrete capito, adora i formaggi e predilige le pizze bianche. Stavolta, non essendoci ampia scelta, si è gettato su una pizza al gorgonzola. La pasta è stata promossa anche da Ciccia, che l'ha trovata né troppo alta né troppo bassa, ma la giusta via di mezzo. Il gorgonzola ben si amalgamava con la mozzarella e il pomodoro e pur non essendo niente di speciale, regalava particolarità a quella che altrimenti sarebbe stata una banale Margherita. Ciccia, stavolta, non ha voluto esprimersi con un solo vocabolo (a quanto pare lo riserva solo per le vere prelibatezze), ma i suoi giudizi sono stati più che positivi.

I prezzi
I prezzi sono il vero pezzo forte di questo piccolo localino. Se per gli antipasti, i primi e i secondi i prezzi sono medio bassi, per ciò che concerne le pizze siamo in presenza di prezzi veramente stracciati. Vi riporto il nostro scontrino perché è veramente clamoroso:

Coperto x2 - 3 euro
Lattine x2 - 4 euro
Calzone - 4 euro
Pizza Gorgonzola - 4 euro
Antipasto - 6 euro

Per un totale di 21 al quale hanno addirittura applicato lo sconto di un euro.

Insomma, che dire, io e Ciccia siamo rimasti veramente colpiti dalla generosità dei gestori del locale, e ci sentiamo di consigliarvi questo locale anche solo per questo motivo. Talvolta ti presenti ad un ristorante non avendo avuto la premura di prenotare e vieni senza tante premure rimandato a casa (e ci è capitato), mentre alla pizzeria A foho! hanno fatto accomodare noi e un'altra coppia di ragazzi a tempi record, senza essere scortesi con chi era già a tavola, e offrendoci poi un servizio celere, dei piatti buoni e un prezzo da favola.

Alla prossima!
PeC


domenica 17 febbraio 2013

Fiera del cioccolato!

Buongiorno buongustai!

Oggi vi parlerò di una fiera che è passata clamorosamente inosservata qui a Firenze! Io e Ciccia ieri, giusto per tenerci in forma, siamo andati alla fiera del cioccolato che era in piazza Santa Maria Novella (in sostanza dove hanno fatto l'anno scorso il festival del gelato) dall'8 al 17 febbraio (stasera finisce, purtroppo).C'erano circa una decina di stand da tutta Italia con talmente tante cose buone al cioccolato che io e Ciccia abbiamo preso 2 chili solo a guardare. Comunque, i prezzi sinceramente ci sembravano un po' proibitivi e c'era talmente tanta roba che se decidevi di prendere un etto (che noi non avevamo la ben che minima idea di quanto potesse essere) di qualcosa non sapevi da che parte iniziare. Insomma, personalmente avrei fatto come per il festival del gelato: una carta con un tot di assaggi e delle porzioncine con più cose già pronte. Mi avrebbero levato dall'inghippo di dover scegliere finendo per buttarmi sulla Sacher torta. Io e Ciccia, dunque, alla fine abbiamo preso due bicchierini di cioccolata calda con fragole (io senza panna, lui con panna) e una fettina di Sacher torta. Tutto buonissimo! Le fragoline le avrei tagliate a pezzi più piccini in modo che si inzuppassero proprio nella cioccolata, ma va beh questa è la simpatica "panzona" che è in me che parla! La Sacher era di una delicatezza unica, deliziosa! Vi lasciamo, quindi con alcune immagini degli stand, sperando di potervi riempire gli occhi; in particolare uno stand di Jesolo aveva cioccolata di tutte le forme: attrezzi, scarpe, animali, addirittura il "ciocco-iPhone", roba da pazzi! 

lo stand di Jesolo
la Sacher torta
fragole, cioccolata e panna
E voi ci siete stati? Come l'avete trovata? Io e Ciccia abbiamo vagato per un'oretta guardandoci con occhi sgranati e salivazione eccessiva :)! 

PeC

venerdì 15 febbraio 2013

Cronaca di un disastro annunciato

'Giorno bella gente!
Eccoci di nuovo qui per il primo post di una creazione nelle nostre cucine e non in quelle di fiorentini ristoranti! Per la precisione il dolcino in questione non è né mio né di Ciccia, ma della mia sorellina (quella della "fognesca" pizza salsiccia e patatine fritte, esatto) che una settimana fa mi annuncia tutta pimpante di voler provare a fare dei pancake. Di qui il titolo del post.

La ricetta dei pancake (quelle simpatiche focaccine di cui tanto si abusa nei film/telefilm americani) è ampiamente reperibile su internet e lei ha usato questa che riporto sotto con sue arbitrarie modifiche che forse era meglio evitare ;)

- 300ml di latte
- 300g di farina
- 3 uova
- 2 cucchiai di burro fuso
- 2 cucchiai di zucchero
- 1 pizzico di sale

Innanzitutto mia sorella e il suo ragazzo hanno diviso i tuorli dagli albumi (cosa tra l'altro che a me non riesce mai, va beh io ho difficoltà anche nella banale apertura dell'uovo, sono proprio una frana) che hanno poi montato; nel mentre hanno mescolato il latte, la farina, lo zucchero e il burro creando una sorta di crema che hanno poi unito agli albumi montati. Dopo aver aggiunto il pizzico di sale è venuta la parte difficile: la cottura. La crema andrebbe versata in una padella antiaderente (messa a fuoco vivo) cercando di creare uno strato non troppo sottile e una volta ottenuto un colore dorato girarla per cuocere l'altra parte.
In sostanza i due intrepidi giovani hanno iniziato a raschiare la povera padellina, lasciando residui di crema dappertutto, come potete ben vedere dalla triste testimonianza dell'avvenimento.

Alla fine sono venuti fuori 4 superstiti, ed è qui che è cascato l'asino: le dosi sopra citate dovevano bastare per qualcosa come 12 pancakes. Chiedere a mia sorella perché il pancake che mi ha gentilmente offerto, una volta tornata da lavoro, quindi, sapesse esageratamente d'uovo non è cosa carina ora che tutti possiamo immaginarci la risposta da soli.

Mia sorella tiene a precisare che la mia descrizione è impietosa e che il sapore d'uovo veniva coperto (a malapena, aggiungo io) con strati e strati di Nutella, che potete benissimo utilizzare al posto del più tradizionale sciroppo d'acero.

Coooomunque! Questo è quanto. In attesa di un successo annunciato (ovvero quando me e Ciccia ci cimenteremo nella stessa ardua impresa) vi lasciamo con l'augurio che i vostri pancakes possano venire meglio di quelli di mia sorella. Ho piena fiducia nelle vostre doti culinarie!

Vostri,

PeC

lunedì 14 gennaio 2013

Metti una sera a cena... Acasamia

Dove siete stati ieri sera?
Acasamia.
A casa tua?
No, Acasamia.

Ok, tralasciando le battutone di bassa lega (che poi sfidiamo chiunque la prima volta a non assumere perlomeno un'espressione perplessa), passiamo al locale.

La location

Acasamia (questo il sito web: http://www.pizzaecarboneacasamia.it/) si trova in via Pisana (ne esiste anche un altro in Piazza Ghiberti), che non è proprio il massimo per trovare parcheggio. Tuttavia, con un po' di arguzia, sano opportunismo e abilità di manovra (cosa di cui io, P., non dispongo, ma che, per fortuna, C. ha in abbondanza) il posto si trova. Ecco, magari non andateci con 25 auto.
Il locale dall'esterno si presenta semplice e apparentemente poco spazioso, ma una volta entrati constatiamo che dispone di due ampie sale grazie alle quali è possibile, volendo, organizzare cene di classe, aziendali o simili.
Noi, purtroppo, non avendo prenotato siamo stati fatti accomodare in un tavolino fin troppo vicino all'entrata, posizione che ci ha fatto un po' soffrire il freddo, ma trattasi solo di piccolo inconveniente. Il tavolo era spazioso, in legno e l'apparecchiatura spartana (per capirci c'erano le tovagliette di carta), ma d'altronde la semplicità è un po' un tratto distintivo di questo ristorante che fa del Acasamia si mangia come a casa tua il suo motto.

Il cibo

Il calzone
Ma passiamo al cibo, che d'altronde per mangiare siamo venuti, mica per ammirare il locale! Il menù come potrete vedere anche dal sito è variegato, con antipasti, primi, secondi (tutti di terra, prevalentemente toscani e della cucina dell'Italia centrale) e pizze, sulle quali ci siamo gettati a capofitto. Le nostre ordinazioni sono state: un calzone classico e una pizza bianca A Gattò (con provola, salsiccia e patate). La celerità del servizio (circa 10 minuti) è stata veramente una nota positiva, anche calcolando il servizio da asporto che il locale offre. Pur essendo vicini alla cucina i nostri occhietti di falco non sono riusciti a capire se il forno era a legna o elettrico, ad ogni modo dobbiamo ammettere che il risultato è stato piuttosto soddisfacente!
A Gattò
Il tortino pere e cioccolato
Entrambe le pizze erano buone, la pasta alta e leggermente gommosa lungo il bordo (agli estremi nel caso del calzone), sottile verso il centro e un goccino salata, ma assolutamente non in modo fastidioso. Gli ingredienti di entrambe le pizze erano saporiti, genuini e piacevoli (ok, la nostra tecnica da critici da tavola si affinerà col tempo), le dimensioni medie (hanno soddisfatto l'ampio e senza fondo stomaco di C. e hanno riempito completamente il mio, ben più modesto e ristretto).
I prezzi, vera perla del locale, ci hanno convinto a prendere anche un dolcino (nel mio stomaco si è magicamente materializzato un po' di spazio giusto giusto per il dessert, in quello di C. il fondo non arriva mai); così eccovi servito un tortino di pere e cioccolato, buono, ma non squisito (il mio parere si fa più critico quando si tocca la sfera dolci).

I prezzi

2 coperti: 3 euro
2 lattine: 5 euro
Calzone: 5 euro
A Gattò: 6,5 euro
Dolce: 4,5 euro
Totale: 24 euro

Le pizze avevano prezzi veramente modesti, la margherita veniva solo 3 euro e c'era anche la possibilità di prendere dei taglieri.

In sintesi ci sentiamo di promuovere questo locale, se non altro i prezzi si avvicinano molto alle possibilità del momento, il che non è poco assolutamente! Le pizze poi non demeritavano, magari ci torneremo per provare qualche primo :)

Alla prossima!
PeC

domenica 13 gennaio 2013

Pappa e Ciccia alla riscossa!

Non c'è amore più sincero di quello per il cibo

Così diceva George Bernard Shaw e noi, direi, siamo piuttosto d'accordo. 
Siamo due ragazzi fiorentini, e abbiamo deciso di aprire questo blog per dare al mondo qualche consiglio sui ristoranti della magnifica Firenze. 
Talvolta ci cimenteremo anche nel commento di piatti da noi eseguiti, con le nostre manine sante insomma (o quelle delle nostre mamme, fa lo stesso). Se avete qualche locale da suggerirci dove mandarci come cavie umane, potete scriverlo tranquillamente nei commenti. 

Via, bando alle ciance, che questo post di presentazione è stato più faticoso di un parto!
A presto!
PeC